Perugia

05/12/2013 1

Perugia offre ai suoi visitatori un’atmosfera intatta di altri tempi fra le chiese medievali, le opere del Perugino, la magia di piazza IV novembre, la splendida Fontana Maggiore, il Palazzo dei Priori, il Duomo e la Galleria Nazionale dell’Umbria. Poi i sapori della migliore tradizione enogastronomica.
Di origini etrusche, la città sorse a partire dal VI secolo a.C. sui colli di Porta Sole e Landone, dai quali dominava la sottostante valle del Tevere. Dal III secolo a.C. fu sotto l’influenza di Roma e nel I secolo a.C. ne ottenne la cittadinanza.
Nel Medioevo Perugia divenne libero Comune, raggiungendo nel 1300 il dominio del territorio circostante. Dal 1540 sotto il controllo della Chiesa, acquistò l’indipendenza con il Risorgimento, momento in cui lo sviluppo urbano si svolse in direzione della pianura, lasciando intatto l’antico centro storico e i suoi monumenti.
Percorrendo Corso Vannucci, via principale di Perugia, costellato di negozi e dei bei palazzi, si giunge nel cuore della città: Piazza IV novembre, sorta sulle fondamenta della città etrusca poi foro romano. Al centro spicca la Fontana Maggiore (1275-78) disegnata da Niccolò e Giovanni Pisano. Formata da due vasche poligonali in marmo interamente ornate da bassorilievi raffiguranti i mesi dell’anno, i segni zodiacali, gli stemmi araldici, le arti liberali e le favole di Esopo accanto ad episodi della Bibbia, è l’emblema di Perugia. La Cattedrale, che vi fa da sfondo, fu iniziata nel X secolo e ricostruita nel XIV e XV da Fra Bevignate: notevole è il mosaico del pulpito alla destra del portale, da cui predicava Bernardino da Siena. All’interno e nell’abside (un coro quattrocentesco intagliato da Giuliano da Maiano) figurano capolavori di Luca Signorelli. Il vicino Palazzo dei Priori, stupendo esempio di architettura medievale costruito tra il 1290 e il 1440 in stile gotico, custodisce la Sala dei Notari (fine XIII sec.) decorata da affreschi quattrocenteschi mentre gli stalli e il bancone in legno risalgono al ‘500. Il Collegio della Mercanzia è caratterizzato dalla sala dell’Udienza, interamente rivestita da pannelli lignei del ‘400.
Il palazzo è sede del Municipio e della Galleria Nazionale dell’Umbria: merita una visita la preziosa e vasta raccolta di capolavori dell’arte umbra dal XIII al XIX secolo. Adiacente al palazzo dei Priori sorge il Collegio del Cambio, antica sede della corporazione dei cambiavalute, con la magnifica sala del Cambio affrescata dal Perugino. Percorrendo nuovamente Corso Vannucci, superata Piazza della Repubblica, si arriva in Piazza Italia, dove inizia la città sotterranea della cinquecentesca Rocca Paolina, opera di Antonio da Sangallo il Giovane che offre al visitatore la meraviglia di un suggestivo tour sotterraneo. I suoi ruderi, spogli ed essenziali ma di notevoli dimensioni, mostrano ciò che resta delle antiche costruzioni medievali: le vie, fra cui la Bagliona, asse principale del quartiere, il pozzo e i serbatoi per l’acqua, due cannoniere e i locali per le vedette della rocca, i resti della Porta Marzia etrusca (sec. III a.C) e delle abitazioni dei Baglioni, proprietari del luogo e signori della città fino alla sua resa alle truppe papali nel 1540, avvenuta dopo la guerra del sale. Altri palazzi notevoli sono quello del Capitano del popolo, quattrocentesco, quello dell’università Vecchia e Palazzo Gallenga Stuart, barocco, sede dell’odierna Università per Stranieri.
Fra le chiese si segnalano quella di Sant’Angelo, la più antica, a pianta circolare, eretta tra il V e il VI secolo, con portale gotico del ‘300 e capitelli corinzi alle colonne interne e la Basilica di San Domenico del 1300, riedificata all’interno nel 1600, con vetrata dei Fratelli Nardo e affreschi attribuiti a Taddeo di Bartolo.
L’oratorio di San Bernardino risale al periodo rinascimentale: ha la facciata policroma con bei bassorilievi del 1457-61 di Agostino di Duccio. Agli appassionati di archeologia consigliamo di visitare il Museo Archeologico nazionale, nell’ex convento di San Domenico, con collezioni che coprono un lasso di tempo che va dal Paleolitico alle epoche villanoviana, etrusca, romana.

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Commento

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  • Syed 00:23 Rispondi

    io sono andata per due anni al campo estivo che fanno al sacro convento con i frati minori conventuali mi sono letteralmente innamorata di quel luogo. Si sente una pace e una spiritualità che non ho mai sentito in nessun altro posto si sente davvero la presenza del Signore. Poi dalle arcate del Sacro Convento c’è un panorama bellissimo si vede tutta Assisi dall’alto con le sue distese verdi e gialle e le stradine di pietra bella, quest’estate voglio assolutamente tornarci!!

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